Archivi del mese: gennaio 2012

FORCONI o PORCONI?

La crisi, il default, lo spread, Monti, il paese in declino, sud martoriato dalla disoccupazione, equitalia, tasse.

Ecco il vocabolario. Basta pronunziare questi pochi vocaboli per ritenersi aggiornati e politicizzati abbastanza, e perchè no … ATTACCATI AL PROPRIO TERRITORTIO.

Io mi sono sempre chiesta quando sarebbe giunta la rivoluzione, un pieno ’68 degno di conquiste, catalogo dei diritti costituzionali che si aggiornavano, insomma una presa di coscienza nuova e portatrice di un, cosiddetto, equilibrio.

Ma la risposta alla quale, doverosamente, giungo ogni volta è : l’italiano medio non ne ha voglia.

Tutti quanti siamo attaccati al nostro individualismo.

Ma inizia a muoversi qualcosa. I siculi, lontani cugini sardi (per condizione isolana) si destano, iniziano a capire che forse la loro condizione di isola a statuto speciale, non è cosi speciale, e anzi è un po’ sospesa per aria da qualche decennio.

Blocchi, disagi, perdite sostanziali di entrate per i piccoli agricoltori che vedono il frutto di mesi marcire nei magazzini.

Il mare diffonde questo aroma rivoluzionario, e giunge da noi. SARDEGNA.

Terra di sole, mare, estate e .. disoccupazione.

Una nuova chiusura, una nuova ondata di cassintegrati, una nuova ondata di disperazione fa in modo che tutti inizino a prendere coscienza del malessere che ormai si perpetra negli animi isolani.

Angosciante. In ogni famiglia almeno un cassintegrato c’è, è presente. Tutti, direttamente o indirettamente capiamo e siamo insieme amareggiati e perchè no.. SPIANTATI.

Ora è in voga l’occupazione e i blocchi con i camion.

CORAGGIOSI coloro che bloccano, che passano le notti al freddo per la difesa dei propri diritti costituzionali sia di lavoratore che di cittadino prima SARDO e poi ITALIANO.

Ma abbiamo pensato alle conseguenze?

Abbiamo pensato chi ci perde? Abbiamo capito effettivamente cosa sia utile per il paese?

In primis i blocchi.

Viene creato disagio che è la base di un qualsiasi sciopero.Giusto? Ma credo che ad ogni disagio ci sia un limite. Ho visto alcuni servizi,agricoltori che inviavano la merce destinata ai supermercati, e i camion tornavano indietro con 20.000euro di perdite per l’agricoltore. CHI è che ci sta perdendo!? il politico? il ricco? il benestante? chi?

UN PICCOLO AGRICOLTORE come tanti altri che con quei soldi ci deve pagare gli operai, le tasse e se stesso. Il disagio a mio parere è giusto crearlo, ma fino ad un certo punto, fino a quando non va a ledere l’economia territoriale già troppo martoriata. Uno o due giorni di chiusura chi non li fa? Ma credete che un piccolo paese chiuso tutta la settimana incentivi la crescita?! Semplicemente ci si sposta altrove a fare gli acquisti, e chi ci perde?! il piccolo commerciante in favore del pesce grosso del paese vicino!!!!

TIR DI PROVVISTE scortate dalle forze armate. PERCHe???? perchè forse siamo un porto “europeo” non solo nazionale, e gestiamo mercati INTERNAZIONALI e bloccare i porti significa bloccare l’economia INTERNAZIONALE!!!! Ed è giusto perdere ancora cosi tanti soldi!?

E’ giusto protestare, scendere in piazza, come fecero qualche giorno fa l’alcoa, creare disagi, ma forse si sta scambiando, in alcuni posti in species, la CRISI come su fogaroni de s’antoni, un modo per fare public relations.

Penso che non si debba perdere di vista l’obiettivo, che è quello di far crescere il paese, uscire da questa crisi, eliminare i debiti statali, agevolare la crescita e l’occupazione, ma sicuramente tutto ciò non può essere fatto bloccando l’economia anche se nel piccolo.

Siamo alla disperazione piu totale, ci manca solo che i pochi che riescono a lavorare vengano messi in fallimento. UNA LOTTA TRA POVERI? non credo che nessuno di noi si auspichi questo.

Mi auspico che vi siano dei limiti a ciò che sta accadendo, perchè altimenti con le derrate alimentari che non giungono, con i commerci che non girano, i prezzi saliranno alle stelle e sarà ancora piu difficile nuotare in questo fango che ci opprime. Cerchiamo di tenere la testa fuori finchè possiamo.

Ci muoviamo in un terreno di sabbie mobili qualsiasi passo, può affondarci.


Strane tendenze!

Caratteri e caratteri.

Delle volte accadono delle cose, ci si infila in certe situazioni anche se non lo si vorrebbe.

Nessuno lo vorrebbe. Ma l’intrecciarsi degli eventi,delle cause, delle azioni e contro-reazioni, ci colpiscono come un fiume in piena.

Possiamo scegliere: combattiamo per uscire dal percorso del fiume,ma è troppo veloce e violento e ci prenderà in pieno comunque, o speriamo che l’impatto sia il meno drastico possibile.

In queste occasioni dipende dal carattere.

Capita di incontrare persone che sanno parlare, sanno cos’è il dialogo, quello vero che propone un problema, e si ragione come una sola mente per arrivare alla soluzione, dicono si chiami LAVORO DI SQUADRA.

Abbiamo poi gli individualisti, vedono il problema,conoscono la loro soluzione, e provano da soli a mettere apposto.

Abbiamo i gli INDIVIDUALISTI DI SQUADRA, dialogano, mettono sul banco problemi e soluzioni ma .. non si risolve niente perchè si mantengono le proprie posizioni senza fonderle in una unica e vincente.

Ecco. Credo sia la terza categoria la più accreditata.

Tutti noi abbiamo una vita.

Tutti noi abbiamo un cervello;andiamo incontro a delle situazioni, intraprendiamo percorsi particolari dalla mattina alla sera, e non sempre chi ci guarda da fuori lo sa.

Abbiamo pensieri. Abbiamo preoccupazioni. Ma questi,essendo noi degli individualisti di squadra non riusciamo a farli arrivare a destinazione.

Sappiamo dare consigli, sappiamo essere dispensatori di soluzioni, le nostre però… che non devono andare a fondersi con quelle di nessun’altro.

Percorrendo questa strada spesso però ci si imbatte sull’altro.

Ci prenderà per pazzi.

Ma solo perchè non abbiamo la possibilità di far vedere il mondo con i nostri occhi; solo perchè abbiamo l’oscena tendenza di far entrare le persone quanto e quando vogliamo.

La soluzione. Chissà… forse uno psichiatra ^_^


L’arcano dei voti e dei votanti.

index.php —-> Oggetto di critica!

Iniziamo dal principio.

A novembre/ottobre pubblicarono la possibilità di iscriversi ad un concorso fotografico, con oggetto : un emozione per cagliari, di cui sponsor principale “t-hotel”.

Le regole erano chiare, in quanto non ce n’erano, strano per un concorso.

Unico limite erano il numero di foto da pubblicare, il formato e la grandezza.

Non c’era alcuna selezione all’entrata, benchè citata nel regolamento del concorso e anche ciò fu strano, ma il pensiero venne surclassato dal fatto che fosse aperto ad amatori, professionisti, cani e porci.

Insomma chiunque avesse una foto che riportasse come sfondo cagliari poteva partecipare.

Niente da dire, giusto aprire a tutti. Pensai ci sarebbe stato un minimo di selezione naturale, ma ciò non accadde. Il tutto cambiò con l’aumentare del numero delle foto.  Solo verso dicembre capii la dinamica del concorso.

  • Le prime 30foto PIU VOTATE partecipavano alla mostra presso il t-hotel;
  • Dalle prime 30foto PIU VOTATE una commissione ad hoc proclamava circa 5vincitori;

A me il secondo punto per gran parte del concorso mi sfuggi, pensando che i voti del pubblico servissero solo a concorrere per il premio della piu votata dal pubblico, e che tutte le foto sarebbero passate al vaglio della commissione, come in tutti i concorsi.

Vedevo sempre più avanzare foto che a mio parere, ma anche ad uno sguardo oggettivo, non fossero proprio delle foto degne di tanta fama, ma magari avevano tanti amici. Non perchè brutte, o quant’altro.. ma perchè completamente fuori tema, se non fosse per il titolo che riportava sempre qualcosa di CAGLIARI.

Ad ogni modo ragionai su cosa potesse essere accaduto e capii..

Il sito era fatto in modo tale da riportare dei Bug,delle falle nel suo stesso sistema portando alla possibilità di autovotarsi.

Piu s’avvicinava il periodo di chiusura del concorso piu affioravano voti. Avranno tutti tanti ammiratori e amici?

Forse non tutti ma ad ogni modo, vi spiego tecnicamente come è possibile avere tanti voti, grazie all’aiuto da chi se ne intende:

In tutti i siti concepiti per concorsi o similari vengono sfruttati javascript, iscrizioni al sito. Sistemi che non diano la possibilità di moltiplicare i voti a proprio piacimento. 
Lo script java predisposto per il voto in questo sito sfrutta invece i cookies. I cookies non sono altro che dei piccoli file di testo, residenti nella cache del nostro browser web, che memorizzano delle informazioni e le reinviano al server su richiesta ( al nostro futuro accesso ). Per il server è possibile sapere quindi che Caio01ha votato la foto di Mefisto12.
Fantastico.
E se eliminassi il cookie ( “pulendo” il browser per intenderci) ? E se usassi un altro browser web? E se sfruttassi la modalità anonima presente su Chrome, Firefox etc etc?
Ecco il bug, semplice, banale e veloce da sfruttare.

Con questo è tutto…

Che vinca il più bravo e paziente smanettone.

Saman & Mortalion

Disclaimer: ciò che viene riportato in questo articolo è a titolo informativo e di cronaca. Non incitiamo in nessun modo l’uso della tecnica sopra riportata


Io dico no alla NUTELLA!

E’ Gennaio.

Sono passate le feste, e tu donna a cosa stai pensando?

Alla depilazione? alla sveglia domattina? A struccarti dall’uscita di stanotte? A cosa cucinarti domani a pranzo?

No.

Io lo so a cosa stai pensando.

Stai pensando a tutto il cibo che hai ingurgitato in queste feste, e alla promessa di capodanno : “Il primo lunedi Dopo la befana mi metto a dieta”.

Sai a cosa penso io?

Che tanto tra due settimane sarà punto e a capo fino alle feste di pasqua. Nel panico proverai la roba estiva, ma non ti starà come l’altro anno. No.

Non hai rinunciato a quel poco per stare in forma, a quei vizi del palato quotidiani e cos’hai ottenuto?

E poi… anche tu hai stretto amicizia con una..Si insomma la conosci anche tu.

Quella crema, scura, sinuosa al primo contatto con la lingua, cosi dolce e dal sapore inebriante che chiamarla per nome susciterebbe solo un brutto colpo per la maggior parte di noi. Parlo di lei, si di lei: della nutella.

Ne avessi un vassoio davanti beh.. farei come un uomo davanti a delle grosse tette,ci getterei la faccia sopra, senza pensarci due volte.

Che amori che ci sono stati con lei. Sere intere davanti al camino a consolarci e lei ci ascoltava, e lei ci sosteneva nelle nostre scelte, ci coccolava e ci tirava su.

Ma poi infida e bastarda ce la metteva su per il culo…si la cellulite!!

DONNE se non ora QUANDO? abbandoniamola, c’ha tradito, è la peggiore vipera che possa esserci al mondo.

E’ la Cleopatra dei nostri giorni.

Tenetevi a debita distanza, rimpiazzatela con un acidissimo Yogurt,magro, senza zuccheri. Vi deluderà all’inizio, ma dopo scoprirete i vantaggi.

Datemi retta.


amicizia.

“Ciao chi sei?”

“Sono Elisabetta e tu?”

“Io sono Patrizia!Giochi con me a palla?”

Questi sono i primi ricordi di Patrizia. Credo sia il primo primo ricordo in assoluto  della loro conoscenza.

“Mamma ma con Elisabetta ci conosciamo già 3anni, è la mia migliore amica?” – “Beh se rimarrete amiche e lo vorrete si”

Lo è stato.

Un susseguirsi di avvenimenti, spostamenti, tumulti, non hanno influito negativamente.

Due persone cosi diverse, ma cosi uguali.

Una tacita e consenziente amicizia, che si nutre di qualità, e non di informazioni giornaliere.

Quelle persone che non hanno bisogno dopo mesi di conoscere ogni dettaglio, ma basta  un poco insieme per ripristinare l’equilibrio.

Poi c’è la lontananza.

Si è vero. C’è. Ci sono momenti incolmabili, ci sono momenti in cui sentono particolarmente d’essere lontane.

Ma basta poco per tenerle vicine.

La maggior’età venne raggiunta.

Progetti di vita differenti. Modi di vivere, amicizie, sono sempre stati uniti al meglio.

E anche nelle stagioni piu fredde, quelle delle incomprensioni, mai spiegate o forse è stato fatto cosi bene che non ebbero bisogno di grandi elucubrazioni, beh nonostante tutto..

Sapere che c’è è sempre il punto di riferimento di una vita.

 

 


Giornata di m***a!

E’ il freddo?

Gli alluci sono congelati, i talloni quasi non li sento e le mani s’informicolano senza motivo apparente.

E’ il freddo.

Esistono vari tipi di freddo in particolare quello che proviamo la mattina quando usciamo da sotto le coperte; e quello dell animo.

Soffia, soffia un vento arido e ghiacciato.

Ecco ci sono giornate simili, ghiacciate.

Se sarà cosi lo senti già nella punta del naso, aprendo gli occhi, lo storci e inizi male la giornata.

Non c’è rimedio eh.. Va male e non potete fermarla, chiamarla o sperare che da qualche parte sbuchi la leva “rewind”! Non è possibile.

Quindi conscio di come andrà ci provi.

Andrà male, è andata male e ci penserai solo a tarda notte.

Farai la somma, un peso sul petto ti stringerà come si fa da piccoli con il proprio peluche preferito, è andata di merda.

Non mi so spiegare cosa effettivamente sia che influenzi il tutto, ma puoi essere attivo e incazzarti per ogni cosa andata storta; puoi anche essere passivo,reietto, e distaccato, e attendere che il nuovo sole sorga sperando di non storcere nuovamente il naso.

So che spesso non c’è sorriso che tenga in questi casi.

So che vorremmo stare soli, sotto una coperta, pop-corn sulle gambe, il film che conosciamo a memoria..eh si..perchè non guardiamo mai un film nuovo, dobbiamo tenere la mente occupata dicendoci “ecco adesso spunta tizio e dice..” , “ma nooo perchè lo fai tanto dopo arriva tizio e ti salva”.

Facciamo finta di non pensare d’aver mosso per due volte, prima a dx  poi a sx, il nostro naso, d’averlo sentito gelido.

Il vuoto. Il vuoto è quello che si vorrebbe…o magari essere sottovuoto, non sarebbe poi male.

Conservarci per qualche ora dentro una bustina, come se si bloccasse il tempo per noi, ma procedesse per gli altri. Insomma per abbandonare il tutto fuori e tenerci il bello dentro.

Ci avranno già pensato? Già..ci avranno pensato a trasformarci in salumi sottovuoto?

Uff..

Cerco rimedi.

Ogni minuto di questa giornata è peggiore del precedente, ma forse solo perchè è piu attuale.

 

 


Cose che mancano.

Ritmo russante.

Dei tappi gialli e arancio.

Una maschera anti-gas che, beh.. per le peggiori delle cene può servire.

Uno strano odore di grotta,che fa il tutto un po’ medievale.

Una bandiera sulla testa simbolo di una terra amata.

Un pirata bieco e dalla vista particolarmente limitata, ciclopico.

Un kit che ne ha visto di cotte, di crude e di .. annebbiate.

Un cuscino all’angolo, per oscuri motivi o forse troppo nitidi.

La tecnologia che fa da padrona.

E poi..

C’è il resto.. recente, che s’aggiunge..

L’arancione dell’oggettistica.

Il verde di due vite, una salvata in extremis.

La base degli incontri estivi.

Sono tasselli che attendono di prendere posto.

Sono particolari che mancano.

Sanno di mancare.

E attendono …

A presto.