Archivi del mese: febbraio 2012

La mia routine..

Delle volte ci si dimentica della magia della città che si sveglia.

Quei ritmi rindondanti. Quelle casualità ripetute nei giorni.

Essere costretti ad una routine.

La mattina so che alla fermata del Ctm incontrerò due ragazzine, tredici anni circa, s’atteggiano da 16enni, forse viziate, hanno le hogan, la pink bug, e jeans stretti a segnare un corpo che si sviluppa; un loro compagnetto pieno di ormoni ma con un corpo ancora assopito nel dolce sonno dell’infanzia. Si fermeranno tre fermate dopo, all’ingresso della scuola.

Da una parte, in un angolo, alla stessa fermata,una ragazza di 24anni, con l’aria stanca e triste di chi ha troppo da fare, di chi va a lavoro ma non sembra poi cosi felice; cuffietta in lana di un colore pastello, guanti coordinati, panataloni sportivi neri che vanno a sottolineare il dover star comoda, e lei come gli studenti sopra scenderà poco dopo alla terza fermata.

In ctm ripassi con gli studenti, dante, manzoni, chi le cellule in biologia, chi organizza una stecca in piena regola al parco poco distante.

Poco dopo scendi anche tu.

Il folklore della città ti attende. Il pulmino della scuola ti fa passare sulle strisce come ogni mattina, puntuale, con i suoi alunni delle elementari, ancora troppo entusiasti della scuola.

Ma la scena che in assoluto adoro di piu la mattina è una, solo una.

Alla solita altezza, davanti ad una piazza, incontro un padre e il suo figlio. Il padre, una figura trascurata, segnata dal lavoro, barba incolta, sguardo serio, carnagione tipicamente sardo-mediterranea, presumo faccia l’ operaio visto le scarpe anti-infortunistiche e la tuta; la sua figura viene completamente addolcita da uno zaino, posto solo su una spalla, la destra normalmente. Il figlio accanto, minuto, esile, opposto al padre; carnagione chiara, sbarazzino, fin troppo curato nel vestire, al dettaglio.

Una visione normale, benchè io, ogni mattina, ritrovi in questa “situazione” molto di piu di ciò che appare. Vedo un padre distrutto dal lavoro, che si sacrifica con grandi privazioni per poter far sempre di piu per il figlio. Vedo tutta la dolcezza di un padre che accompagna a scuola suo figlio. Lo vede crescere, e si vede invecchiare, e pensa magari che quei momenti dureranno poco, perchè piano piano s’allontanerà e tranne qualche sporadica visita o telefonata altro non rimarrà che un ricordo di una incessante routine, che per 10minuti lo teneva unito al figlio piu delle ore in casa.