Archivi categoria: Un po’ di me, un po’ per voi..

Tema : ” descrivi la tua famiglia”.

Se mi dessero oggi un tema, tipico delle prime classi delle elementari, “descrivi la tua famiglia” sarebbe riassuntivamente così.

La mia famiglia.

Ne ho tante di famiglie, ho quella sportiva, che rimarrà sempre la famiglia dell’adolescenza. Mi ha formata caratterialmente, mi ha dato un accento competitivo che non era insito nel mio carattere, mi ha insegnato a rapportarmi con gli altri e a creare legami veri, indissolubili e capire quando attaccare e difendere. C’è sempre una fase di difesa e di attacco, e spesso bisogna chiedere o un tempo o un cambio all’arbitro, beh …. per cambiare tattica.

Ho diverse famiglie venutesi a creare a Cagliari, di casa in casa, di trasloco in trasloco. I miei coinquilini inseparabili che ci sono sempre e comunque, a prescindere dal mio lunaticismo, e quelli che sono rimasti e te lo dimostrano anche se non vivono più nella stanza vicino.

Ho la famiglia parallela, con la mia Sorellona F., Zia B.&N. , Zia R., Cugina D., pseudo fratelli A., F. e M. Tante persone che ci saranno se io avrò anche lontanamente bisogno di loro.

Poi c’è la mia famiglia.

Noi non siamo la famiglia mulino bianco, non ci abbracciamo come se fossimo ferro e calamita, non ci diamo il bacio della buonanotte, non ci scriviamo spesso quanto bene ci vogliamo, insomma abbiamo i nostri difetti caratteriali e le nostre più o grosse sfortune ma ci differenziamo dagli altri perché noi ci siamo.

L’elemento comune in tutte le persone che incontro, con cui instauro un legame duraturo è che ci siano, è questo che mi hanno insegnato, non è importante quante volte ci chiamiamo, vediamo o diciamo ti voglio bene, ma quanto piuttosto riusciamo ad esserci.

Per me famiglia è qualsiasi formazione sociale di una o più persone che esiste nel mio mondo, esiste perchè è presente per me.

Io non so se avrei mai raggiunto un “brava” con accanto le correzioni grammaticali lasciate indietro dalla mia mano sinistra, ma ..pazienza non ci sarà alcuna maestra/professoressa a ricordarmi quanto scarsa io sia nello scrivere, anzi continuo a farlo.

 

Sara.

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Una cosa chiamata UNIONE!

Un Social Network.

Ebbene è iniziato tutto lì, su twitter.

Ho iniziato a “seguire”, non sono una stalker ma è questo il termine che viene utilizzato, alcune persone con la mia stessa passione per la realtà che ci circonda.

Mi sono cosi imbattuta in una dolcissima ragazza, ciò lo si carpisce dai suoi quadri, perchè ho interagito prima con loro, e poi con lei a suon di complimenti ricambiati.

Era Maristella.

Sulla scia dei suoi Tweet (messaggi pubblici) ho conosciuto le opere di Fabio,e i suoi quadri astratti.Anche con Fabio c’è stato un feeling artistico, tanto da scherzare sul fare una mostra tutt’e tre insieme, cosi per divertirci.

Ma non si può parlare di mostra in pubblico se c’è Ivana, la sua energia è stato l’elemento fondamentale per completare l’unione.

Siamo qui… a qualche ora dalla chiusura del Palazzo Regio.

Ore 17,00 Apertura della mostra, primo giorno, noi siamo li da prima, troppe cose da finire,rifinire..

Mesi di fatica, di decisioni, di burocrazia.

Volantinaggio selvaggio, risparmi investiti in un progetto che si chiama “ArtisticamenteUniti“.

Abbiamo voluto far le cose in grande, abbiamo voluto esagerare, consci delle nostre potenzialità comunicative.

Abbiamo avvisato ogni tipo di piattaforma web che s’occupasse di arte, fotografia, eventi, sito del Comune & Provincia, Unione Sarda e Radio.

Abbiamo fatto girare la voce nei social network che ci hanno fatto conoscere.

Tutto questo ci ha ricompensato oggi.

Buona affluenza, moltissimi complimenti per come la nostra diversità sia esplosa in una bomba artistica pronta a diffondersi tra le pareti del Palazzo Vice Regio di Cagliari.

Persone fantastiche conosciute in loco, che ci hanno spianato la strada, alcune che ce l’hanno addirittura ostacolata senza grosso successo.

Intervista a Sardegna1, che ha dimostrato quanto siamo uniti anche nell’improvvisazione.

Descrizione di tutte le opere con il Presidente della Provincia Roberto Pili che entusiasta di tutto il nostro lavoro ci ha chiesto di prorogare ulteriormente la data della nostra mostra.

Credo che persone speciali come gli artisti con il quale espongo le mie fotografie non si trovino facilmente.

E’ proprio vero che la nostra Diversità Ci Tiene ArtisticamenteUniti.

Dobbiamo ringraziare in primis le persone che ci circondano e ci hanno aiutato a sviluppare questo grande progetto, gli accompagnatori, gli amici, tutti quanti partecipi del primo grande successo di oggi.

E’ stata una giornata pienissima e ricca di soddisfacenti emozioni che auguro a chiunque di poter provare.

Capisci chi tiene a te, chi crede in te, e chi effettivamente gioisce dei tuoi successi come se fossero propri.

A chi oggi è venuto nonostante gli impegni,a chi prossimamente verrà o non è potuto venire ma mi è stato comunque vicino con il cuore, beh siete state le persone per le quali è stata coniata la parola “grazie Amici”.

Grazie Ragazzi.

Grazie a tutti quanti i partecipanti,organizzatori,guardiani.

Grazie Ivana,Fabio e Maristella,grazie per la bellissima esperienza che mi avete regalato.

Stay tuned la mostra continua…..fino al 26.


Non è un paese per Giovani!

Siamo in Italia, ma io sono in Sardegna.

Mi hanno insegnato che l’Italia è la patria del mandolino, della pizza, dei cantautori impegnati nel sociale e politica, patria nel quale ci si rimbocca le maniche e si lavora..

Lavorare.. è un verbo ormai in disuso in molte parte dell’Italia, e in Sardegna.Mia patria di sole, mare e desolazione.

Nessuno la guarda con l’occhio prospettico del posto di lavoro, ma solo per ciò che la natura offre.Tutti qui, come dice babbo in modo colorito, e con un visibile cenno di contraddizione e tristezza :”Vengono,cagano, pisciano e a noi non rimane niente”.

E’ vero.

La Sardegna arranca, non c’è prospettiva di un futuro per un giovane, e la cosa inizia a farmi paura.

Io,appartengo alla categoria :”Studenti, Giovani, disperati e senza futuro!”.

Ma non mi arrendo. Perciò si cerca di essere versatili, di essere il piu possibile preparati su diversi fronti, e si cercano alternative piu disparate.

Ho sempre sentito dire: Impara l’arte e mettila da parte.

Ma per me e il collettivo artistico del quale faccio parte, non la vogliamo mettere da parte : L’arte.

Abbiamo intrapreso un percorso insieme, e abbiamo pensato di “mostrarci” al pubblico, alla cittadinanza cagliaritana in primis, scegliendo il Palazzo ViceRegio come scenario.

Ma neanche questo è facile, al giorno d’oggi.

Le peripezie burocratiche si presentano ogni giorno.

Mail, chiamate, andare e venire dagli uffici provinciali per piccoli disguidi che compromettono un progetto, una speranza alla quale ci si aggrappa per non perire in uno stato nel quale sei definito “schizzinoso”, “mammone” o quant’altro.

Investiamo i pochi risparmi che abbiamo, il nostro tempo, le nostre idee, per poi arrivare ad un punto in cui ti demoralizzi, perchè sai che là fuori c’è sempre qualcuno che arriva dopo di te e benchè non lo meriti, sarà posto per primo.

Non è questione d’essere sognatrici, è questione che la società ci sta rendendo cinici nei confronti della realtà.

L’arte dovrebbe essere uno sfogo, uno spazio parallelo d’aspressione individuale, e si trasforma invece in un incubo nel quale devi combattere con le unghie per uno spazio che ti appartiene, di diritto, forti di una procedura rispettata a monte.

Tutto ciò che un giovane può inventarsi, costruire, programmare, viene distrutto completamente o in parte da burocrazie non rispettate, gerarchie che contano piu di un procedimento ben seguito senza intoppi.

Ma infondo è questo che ci insegnano dalle alte poltrone, è piu facile strisciare che seguire le regole.

Forse l’Italia non è un paese per Giovani!


Tempo.

E’ volato.

Non mi sono accorta d’essermi affacciata in una finestra in balia del fresco vento.

E’ volato.

Non è andato via, non ho perso qualcosa, forse l’ho guadagnata, l’esperienza.

E’ volato.

Non mi ha chiesto se mi andasse bene o se volessi fermarmi a quella curva piuttosto che l’altra.

E’ volato.

In realtà di curve ve ne sono state ben poche, piuttosto attimi.. presente l’attimo prima che separa la salita dalla discesa? E’ stato un susseguirsi di attimi.

E’ volato.

Ne sono felice.

E’ volato in balia di una brezza leggera.

E’ volato.

Un soffio e siamo prima nel futuro,ora nel presente.

Volerà, ancora.


Quando tira un po’ di vento…

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

“quando tira un po’ di vento che ci si rialza un po’”

Molti lo denigrano  a prescindere, ma il cantante di questa canzone dice delle verità, confutabili o meno, ma sono sempre verità.

Ogni tanto tira un maestrale, o la bora (se siete triestini), che ti abbatte, ti butta giu. Da noi, sud-sardegna, dura almeno 5giorni :

il primo giorno : inizia a tirare brutta aria, ma fresca.

il secondo giorno: si alza in tutta la sua forza;

il terzo giorno: tiene la forza;

Il quarto e quinto: scema fino a calare.

Ma ci sono anche quelle brezze, che tirano d’estate, spazzano via il caldo afoso e ti riprendi.

E’ bello quando tira questo vento.

E’ bello alzarsi la mattina e avere il sorriso nonostante non tutto sia perfetto, non tutto vada proprio nella direzione giusta, ma sai di farcela.

Ormai la news che s’attende oggi è : “imprenditore schiacciato dai debiti si suicida” ; “giovane ragazza uccisa dall’ex”; “monti : tassazione al 47%” ; “l’italia come la Grecia”.

Mi angoscia, mi angoscia sentire previsioni finanziarie; sentire come stanno andando le cose. Il brutto delle news è che tutto ti dicono tranne che le cose buone, non ti fanno tirare un respiro di sollievo, no ti abbattono come il maestrale al secondo giorno. Quindi che fare?

Io spengo tutto, tv, radio. . leggo il quotidiano locale (che ogni tanto delle brezze estive le fa tirare) e vado avanti nella giornata.

In giornate come queste vorresti tirasse solo una brezza, fresca, magari con l’odore frizzante del mare.. Magari!

 “quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà”  

 


Lui è il mio nuovo fratellino…

I suoi occhi dicono:stiamo insieme;sii gentile con me e io ti renderò cmq felice;

La sua voce:ancora in fase di definizione, ancora a stento emette delle “parole”, ancora ha difficoltà nell’espriersi, ma basta una nota semplice e al momento giusto per attirare l’attenzione di tutti.

I suoi colori uguali a tanti, ma alternati come pochi.

Sgambetta, saltella come un canguro, e sta scoprendo dei super poteri. Sa arrivare dall’alto in basso senza difficoltà con una spintarella e un morbido atterraggio di pancia: tutto ancora in fase di definizione; Sa lanciarsi da uno spazio all’altro, tanto delle mani “invisibili” lo acchiappano e lo fanno volare al sicuro.

Un respiro veloce, fragile e tanto dolce.

Un odore che sa di.. piccolo,tenero, e di dispettoso.

Un carattere allegro, socievole e di compagnia.

Un po’ goffo, saltella anzichè camminare, alza prima le zampe anteriori e poi le posteiori e cammina come se fosse un dondolo.

Non ha ancora capito che l’acqua si beve e non si odora solamente.

Cerca l’amicizia dei grandi, di quelli che non vivono rinchiusi in casa, ma hanno una casa tutta loro e hanno già la loro indipendenza.

E’ un piccolo distruttore e dispensatore di buon umore.

E’ solo un cucciolo di 50giorni appena, con i suoi primi canini aguzzi e le sue nuove esperienze per il mondo.

E’ cosi piccolo ma dispensa così tanta allegria e pace che neanche il piu buono degli esseri umani potrà mai fare.

Lui è un cane, e sa dirti “ho bisogno di te” solo con uno “sguardo” o un lamento differente dal solito;

Sa dimostrarti affetto senza doverti dire troppe parole, anzi senza parlare neanche;

Non ti fa regali materiali, al massimo ti riempie di gioia nel riportar la pallina che stupidamente gli tiri ogni volta;

Non chiede tanto, chiede solo un po’ di te, e tu chiedi un po’ di tutto…

Pensaci, è solo un cane, ma ti riempie la vita da un momento all’altro.

Lui per noi è Ratz.


L’era del ..

L’era del “se mostri sei qualcuno”.

Ultimamente mi accorgo sempre piu di come è cambiata la percezione della privacy, e di com’è cambiata la nostra imprudenza nel fornire informazioni al mondo, Soprattutto al piacere proviamo nell’ esibire tutto; al donarsi per ricevere un momento di attenzione che normalmente non potremmo ricevere.

Ci mostriamo in modo tale dall’essere meno soli.

Delle volte mostriamo per, come dire, renderci conto della realtà e in un qual senso accettarla.

Altre volte solo per far conoscere una parte che la maggior parte non conoscono;

Altre volte ancora solo per una questione di sentirsi appagati dal mondo che ti da uno sguardo.

Se prima la privacy era un DIRITTO considerato inalienbile al quale tutti tenevano, la vita ora diventa alla portata di click; un carrello sgangherato tra le corsie del market, arriva dove non vorresti normalmente, e dove neanche immagini.

Ma in un certo senso, mi ripeto, siamo noi che ne abbiamo bisogno. Dobbiamo pubblicare d’essere stati là, piuttosto che qua, di aver partecipato li piuttosto che qui. Non riusciamo piu a tenere a bada quel poco di vita privata che abbiamo. Da un profilo possiamo trarne tutte le informazioni che vogliamo, basta essere un poco arguti.

Il tuo viso in primis; nome e cognome; in quale relazione sei (e se siamo fortunati anche nome e cognome della patner) etc.

Il gossip non si fa piu tra vecchie comari che si incontrano al portone di casa per godersi una nottata di fresco, ma si fa tra i profili di fb. FACCIALIBRO quale piu grande raccoglitore di informazioni?

Oggi è sempre piu difficile vivere una vita normale, senza essere schedati, analizzati, studiati da sconsciuti, essere perseguitati nel web. Chiunque di noi può sapere qualsiasi cosa, e quel qualcosa la si può reperire in qualsiasi momento.

Non abbiamo piu la capacità di discernere ciò che è nostro da ciò che può essere di tutti. Non riusciamo piu a fermare quel bisogno di far sapere, di sapere morbosamente ciò che gli altri fanno,pensano,dicono.

Ci piace, quanto ci piace!!!