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Una cosa chiamata UNIONE!

Un Social Network.

Ebbene è iniziato tutto lì, su twitter.

Ho iniziato a “seguire”, non sono una stalker ma è questo il termine che viene utilizzato, alcune persone con la mia stessa passione per la realtà che ci circonda.

Mi sono cosi imbattuta in una dolcissima ragazza, ciò lo si carpisce dai suoi quadri, perchè ho interagito prima con loro, e poi con lei a suon di complimenti ricambiati.

Era Maristella.

Sulla scia dei suoi Tweet (messaggi pubblici) ho conosciuto le opere di Fabio,e i suoi quadri astratti.Anche con Fabio c’è stato un feeling artistico, tanto da scherzare sul fare una mostra tutt’e tre insieme, cosi per divertirci.

Ma non si può parlare di mostra in pubblico se c’è Ivana, la sua energia è stato l’elemento fondamentale per completare l’unione.

Siamo qui… a qualche ora dalla chiusura del Palazzo Regio.

Ore 17,00 Apertura della mostra, primo giorno, noi siamo li da prima, troppe cose da finire,rifinire..

Mesi di fatica, di decisioni, di burocrazia.

Volantinaggio selvaggio, risparmi investiti in un progetto che si chiama “ArtisticamenteUniti“.

Abbiamo voluto far le cose in grande, abbiamo voluto esagerare, consci delle nostre potenzialità comunicative.

Abbiamo avvisato ogni tipo di piattaforma web che s’occupasse di arte, fotografia, eventi, sito del Comune & Provincia, Unione Sarda e Radio.

Abbiamo fatto girare la voce nei social network che ci hanno fatto conoscere.

Tutto questo ci ha ricompensato oggi.

Buona affluenza, moltissimi complimenti per come la nostra diversità sia esplosa in una bomba artistica pronta a diffondersi tra le pareti del Palazzo Vice Regio di Cagliari.

Persone fantastiche conosciute in loco, che ci hanno spianato la strada, alcune che ce l’hanno addirittura ostacolata senza grosso successo.

Intervista a Sardegna1, che ha dimostrato quanto siamo uniti anche nell’improvvisazione.

Descrizione di tutte le opere con il Presidente della Provincia Roberto Pili che entusiasta di tutto il nostro lavoro ci ha chiesto di prorogare ulteriormente la data della nostra mostra.

Credo che persone speciali come gli artisti con il quale espongo le mie fotografie non si trovino facilmente.

E’ proprio vero che la nostra Diversità Ci Tiene ArtisticamenteUniti.

Dobbiamo ringraziare in primis le persone che ci circondano e ci hanno aiutato a sviluppare questo grande progetto, gli accompagnatori, gli amici, tutti quanti partecipi del primo grande successo di oggi.

E’ stata una giornata pienissima e ricca di soddisfacenti emozioni che auguro a chiunque di poter provare.

Capisci chi tiene a te, chi crede in te, e chi effettivamente gioisce dei tuoi successi come se fossero propri.

A chi oggi è venuto nonostante gli impegni,a chi prossimamente verrà o non è potuto venire ma mi è stato comunque vicino con il cuore, beh siete state le persone per le quali è stata coniata la parola “grazie Amici”.

Grazie Ragazzi.

Grazie a tutti quanti i partecipanti,organizzatori,guardiani.

Grazie Ivana,Fabio e Maristella,grazie per la bellissima esperienza che mi avete regalato.

Stay tuned la mostra continua…..fino al 26.


Non è un paese per Giovani!

Siamo in Italia, ma io sono in Sardegna.

Mi hanno insegnato che l’Italia è la patria del mandolino, della pizza, dei cantautori impegnati nel sociale e politica, patria nel quale ci si rimbocca le maniche e si lavora..

Lavorare.. è un verbo ormai in disuso in molte parte dell’Italia, e in Sardegna.Mia patria di sole, mare e desolazione.

Nessuno la guarda con l’occhio prospettico del posto di lavoro, ma solo per ciò che la natura offre.Tutti qui, come dice babbo in modo colorito, e con un visibile cenno di contraddizione e tristezza :”Vengono,cagano, pisciano e a noi non rimane niente”.

E’ vero.

La Sardegna arranca, non c’è prospettiva di un futuro per un giovane, e la cosa inizia a farmi paura.

Io,appartengo alla categoria :”Studenti, Giovani, disperati e senza futuro!”.

Ma non mi arrendo. Perciò si cerca di essere versatili, di essere il piu possibile preparati su diversi fronti, e si cercano alternative piu disparate.

Ho sempre sentito dire: Impara l’arte e mettila da parte.

Ma per me e il collettivo artistico del quale faccio parte, non la vogliamo mettere da parte : L’arte.

Abbiamo intrapreso un percorso insieme, e abbiamo pensato di “mostrarci” al pubblico, alla cittadinanza cagliaritana in primis, scegliendo il Palazzo ViceRegio come scenario.

Ma neanche questo è facile, al giorno d’oggi.

Le peripezie burocratiche si presentano ogni giorno.

Mail, chiamate, andare e venire dagli uffici provinciali per piccoli disguidi che compromettono un progetto, una speranza alla quale ci si aggrappa per non perire in uno stato nel quale sei definito “schizzinoso”, “mammone” o quant’altro.

Investiamo i pochi risparmi che abbiamo, il nostro tempo, le nostre idee, per poi arrivare ad un punto in cui ti demoralizzi, perchè sai che là fuori c’è sempre qualcuno che arriva dopo di te e benchè non lo meriti, sarà posto per primo.

Non è questione d’essere sognatrici, è questione che la società ci sta rendendo cinici nei confronti della realtà.

L’arte dovrebbe essere uno sfogo, uno spazio parallelo d’aspressione individuale, e si trasforma invece in un incubo nel quale devi combattere con le unghie per uno spazio che ti appartiene, di diritto, forti di una procedura rispettata a monte.

Tutto ciò che un giovane può inventarsi, costruire, programmare, viene distrutto completamente o in parte da burocrazie non rispettate, gerarchie che contano piu di un procedimento ben seguito senza intoppi.

Ma infondo è questo che ci insegnano dalle alte poltrone, è piu facile strisciare che seguire le regole.

Forse l’Italia non è un paese per Giovani!


Un volo razionale.

 

 

@SaraMandis——>All rights reserved.The images are subject to the copyright and other property rights.These materials may not be reproduced, distributed, modified or reposted to other websites,forums,social networking sites or in the form of print without the written consent from the copyright owner.Legal action shall be taken against anyone who violates the copyright laws,be it for a commercial or non commercial purpose.Please contact me if you would like to use the above image for any purpose.Appreciate it and thanks!


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Il cortiletto.

Il Cortiletto
Viale diaz, 87
09125 – Cagliari (CA)
Tel: 070.6402553
Il Cortiletto vi aspetta a pranzo e cena.
L’ho scoperto qualche anno fa, grazie a mio fratello.
E’ un localino grazioso, senza troppe pretese, ma che saprà soddisfare il vostro appetito in modo economico e soddisfacente.
Il locale si trova a due passi dal centro.
E’ una bisteccheria/pub/ pizzeria & birreria – in questo caso, fidatevi, fanno tante cose ma tutte bene.
La particolarità è che se doveste scegliere la bistecca( io vado solo per la bistecca tenerissima di cavallo/manzo) vi porteranno – a volontà- anche dell’ottima focaccia alla marinara cotta al forno a legna. E’ buonissima e non riuscirete a lasciarla nel piatto.
Rarissimi i casi nei quali ho trovato la carne leggermente dura, è davvero difficile, ma soprattutto un rischio che si mette in conto se si tratta di manzo o cavallo.
Nel menu : bistecca manzo/cavallo, entercote, braciole e pancette di maiale il tutto cotto alla brace, metodo infallibile per gustarne a pieno il sapore e la qualità. Patate fritte/insalata.. Focaccia. il tutto a non più di 20 euro (bibite, caffè, liquore compresi).
Le pizze sono ottime, cotte al forno a legna, come le focacce che vi vengono servite con il secondo di carne.
Come suddetto l‘ambiente è molto familiare e di poche pretese, arredato come una vecchia locanda, che ti offre il meglio senza badare o puntare troppo alle apparenze, insomma punta alla bontà della bistecca e non alla seggiola all’ultimo grido; vi dirò a me interessa questo.
Insomma un luogo poco formale dove mangiare dell’ottima carne a poco prezzo.
Ve lo consiglio senza mezzi termini.
voto: ****/*****
( vi chiederete il perchè di una stella in meno, è solo una puntigliosità circa la location, potrebbe fare di piu per le crepe nei muri, e per lo stile un po’ abbandonato, ma ci piace cosi com’è).
Mi è venuta voglia di bistecca.. mhhh.. aglio, prezzemolo, un po’ ma non troppo al sangue.. che bontà!

MENZIONE SPECIALE.

7.55 ctm

8.12 Prima chiamata.

8.15 Primo prelievo con la carta, mi serve l’affitto.

8.30. Ufficio. Diego ha aperto ed è andato in “missione”. Cerco le chiavi, merda.. non le ho.

8.32 Bar. Ricarica telefono.

8.35 Incrocio le dita sperando che il capo arrivi il prima possibile.

8.45 Giunge ed entro in ufficio.

E’ iniziata cosi la giornata. Un po’ di sonno, solita routine. Ma un po’ sfigata.

Forse un po’ troppa pressione, vabbè… decido di tornare a casa a piedi, mi sento un po’ sfigata e non voglio farmi beccare dai controllori senza biglietto. Mi godo la passeggiata assorta un po’ nei miei pensieri… via monte sabotino vs via baccaredda.

25 minuti di camminata, almeno 20° al sole, un leggero vento che tende a ristorare, ma non è abbastanza fresco per evitare di farmi sudare.

Una nota positiva.

13,20, a qualche km da casa,una signora.

E’ incredibile come una persona sconosciuta, che mai incontrerò, della quale mai ricorderò i tratti somatici possa metterti l’allegria.

Cammino a testa bassa, sento una presenza, alzo lo sguardo e dritta verso di me una signora. Mi sposto a sinistra, e lei si sposta alla sua destra.

Ok, mi sposto alla mia destra e lei si sposta alla sua sinistra.

Si dice che in questi casi, per qualche secondo, in una dimensione parallela, le nostre “menti” siano entrate in sintonia. Scoppia una sana risata, riusciamo a metterci d’accordo e con un sorriso in tasca torno a casa.

Oggi è giornata di giudizi,iniziata un po’ in salita ma forse con tendenze al migilioramento.

Mi preparo frettolosamente per andare alla premiazione. 600 foto di partenza, 30..e infine solo 3 vinceranno. Un po’ sono emozionata.

Sala congressi, con me la mia spalla, testa, cuore e sostegno.

Attendiamo con ansia, e fame, il giudizio. Non sono tra le prime tre,e sono contenta, mi avrebbe fatto sentire un po’ in imbarazzo commentarla, là davanti a tutti i partecipanti e organizzatori.. ma..

C’è una menzione speciale, per una foto “dal valore sociale”, cito testualmente.

E’ lei.. riflessi in rovina..è la mia foto!!!! Cazzarola, devo alzarmi. Scelgo la strada piu angusta, verso una telecamera che spero di non far cadere.

Facci un sorriso, una foto.. cacchio ho scordato il premio nelle mani della gentile signorina del t-hotel.

Ringrazio il professore che c’ha intrattenuto, sperando non mi chieda alcun commento, stolta me. Devo parlare, panico.

Invento, a stento, e con non poche figure del tipo:

“è stata scattata .. dopo una mareggiata!” (oh merda..che dico) “no, no cioè volevo dire dopo un temporale” …

“ero là, con sto riflesso che potevo fare se non portarmelo a casa?”

Ok, la camminata della vergogna è terminata… ANDIAAAMO VIAAA!!

E’ bello sentirsi speciali, sentire delle belle parole per qualcosa che hai fatto con i tuoi occhi, senza mezzi nè conoscenze, ma con la pazienza di qualcuno vicino che ti insegna i rudimenti tecnici.

E’ bello sapere che la tua è qualcosa di superiore rispetto a chi andava a dire “hai copiato”.

Ognuno ha due occhi, ha un cuore, e dei momenti. Tutto ciò non può essere copiato.

Un premio della “critica” che vale il primo posto, per quanto mi riguarda.

Percorsi, storie, avventure.

La ruota gira, e cerco di tenere il ritmo, nella speranza di incontrare tante signore nel mio percorso che possano strapparmi ancora una volta un sorriso.

Fino ad allora, grazie alla mia spalla, testa, cuore e sostegno.

Grazie a tutti.

P.s. Il premio: T-spa centro benessere, 2ingressi. Vanno a mamma e kekka!


FORCONI o PORCONI?

La crisi, il default, lo spread, Monti, il paese in declino, sud martoriato dalla disoccupazione, equitalia, tasse.

Ecco il vocabolario. Basta pronunziare questi pochi vocaboli per ritenersi aggiornati e politicizzati abbastanza, e perchè no … ATTACCATI AL PROPRIO TERRITORTIO.

Io mi sono sempre chiesta quando sarebbe giunta la rivoluzione, un pieno ’68 degno di conquiste, catalogo dei diritti costituzionali che si aggiornavano, insomma una presa di coscienza nuova e portatrice di un, cosiddetto, equilibrio.

Ma la risposta alla quale, doverosamente, giungo ogni volta è : l’italiano medio non ne ha voglia.

Tutti quanti siamo attaccati al nostro individualismo.

Ma inizia a muoversi qualcosa. I siculi, lontani cugini sardi (per condizione isolana) si destano, iniziano a capire che forse la loro condizione di isola a statuto speciale, non è cosi speciale, e anzi è un po’ sospesa per aria da qualche decennio.

Blocchi, disagi, perdite sostanziali di entrate per i piccoli agricoltori che vedono il frutto di mesi marcire nei magazzini.

Il mare diffonde questo aroma rivoluzionario, e giunge da noi. SARDEGNA.

Terra di sole, mare, estate e .. disoccupazione.

Una nuova chiusura, una nuova ondata di cassintegrati, una nuova ondata di disperazione fa in modo che tutti inizino a prendere coscienza del malessere che ormai si perpetra negli animi isolani.

Angosciante. In ogni famiglia almeno un cassintegrato c’è, è presente. Tutti, direttamente o indirettamente capiamo e siamo insieme amareggiati e perchè no.. SPIANTATI.

Ora è in voga l’occupazione e i blocchi con i camion.

CORAGGIOSI coloro che bloccano, che passano le notti al freddo per la difesa dei propri diritti costituzionali sia di lavoratore che di cittadino prima SARDO e poi ITALIANO.

Ma abbiamo pensato alle conseguenze?

Abbiamo pensato chi ci perde? Abbiamo capito effettivamente cosa sia utile per il paese?

In primis i blocchi.

Viene creato disagio che è la base di un qualsiasi sciopero.Giusto? Ma credo che ad ogni disagio ci sia un limite. Ho visto alcuni servizi,agricoltori che inviavano la merce destinata ai supermercati, e i camion tornavano indietro con 20.000euro di perdite per l’agricoltore. CHI è che ci sta perdendo!? il politico? il ricco? il benestante? chi?

UN PICCOLO AGRICOLTORE come tanti altri che con quei soldi ci deve pagare gli operai, le tasse e se stesso. Il disagio a mio parere è giusto crearlo, ma fino ad un certo punto, fino a quando non va a ledere l’economia territoriale già troppo martoriata. Uno o due giorni di chiusura chi non li fa? Ma credete che un piccolo paese chiuso tutta la settimana incentivi la crescita?! Semplicemente ci si sposta altrove a fare gli acquisti, e chi ci perde?! il piccolo commerciante in favore del pesce grosso del paese vicino!!!!

TIR DI PROVVISTE scortate dalle forze armate. PERCHe???? perchè forse siamo un porto “europeo” non solo nazionale, e gestiamo mercati INTERNAZIONALI e bloccare i porti significa bloccare l’economia INTERNAZIONALE!!!! Ed è giusto perdere ancora cosi tanti soldi!?

E’ giusto protestare, scendere in piazza, come fecero qualche giorno fa l’alcoa, creare disagi, ma forse si sta scambiando, in alcuni posti in species, la CRISI come su fogaroni de s’antoni, un modo per fare public relations.

Penso che non si debba perdere di vista l’obiettivo, che è quello di far crescere il paese, uscire da questa crisi, eliminare i debiti statali, agevolare la crescita e l’occupazione, ma sicuramente tutto ciò non può essere fatto bloccando l’economia anche se nel piccolo.

Siamo alla disperazione piu totale, ci manca solo che i pochi che riescono a lavorare vengano messi in fallimento. UNA LOTTA TRA POVERI? non credo che nessuno di noi si auspichi questo.

Mi auspico che vi siano dei limiti a ciò che sta accadendo, perchè altimenti con le derrate alimentari che non giungono, con i commerci che non girano, i prezzi saliranno alle stelle e sarà ancora piu difficile nuotare in questo fango che ci opprime. Cerchiamo di tenere la testa fuori finchè possiamo.

Ci muoviamo in un terreno di sabbie mobili qualsiasi passo, può affondarci.